domenica 14 aprile 2013

Ospito una provocazione di Ileana Gugliermina

Se io fossi Vito Crimi firmerei!


Care signore e cari signori,
elettrici ed elettori 5 stelle e non,
giornalisti e giornaliste,
e sopratutto caro Beppe,
La presente per comunicare all'Italia tutta che mi sono davvero stufato!
Sono un uomo onesto che ha voglia di trasformare il proprio paese in un posto in cui ogni donna e uomo ha diritto alla dignità, al lavoro, ad arrivare a fine mese e, perché no, anche alla libertà di espressione senza successiva smentita.
Io, e come me anche molti Italiani, credo che Bersani non sia come Monti. Questa però é la prima volta che lo dico. L'altra volta, quella ormai celebre, ho detto che sarebbe stato meglio un governo Bersani rispetto al prorogazio del governo Monti poiché il primo é legittimato da una parte molto più ampia di elettorato. È questo, signori, é un dato di fatto, non opinabile ne tantomeno smentibile.
Posso aver commesso degli errori e posso non risultare simpatico, ma questa é la mia occasione, e, siamo seri, non ne capiteranno altre, uno come me ha già avuto abbastanza culo ad essere eletto una volta, figuriamoci due, quindi non intendo buttare nel cesso l'opportunità della vita.
Ho deciso di alzare la testa. Uno vale uno e non mi lascerò zittire.
La mia proposta é quella che segue, potrete non essere d'accordo e non approvarla, ma non potrete smentirla!
E se qualcuno sarà pronto a discuterla io ci sarò.

Ok agli 8 punti di Bersani.
Ok alla fiducia al pd.
Ma SOLO se anche loro accettano i nostri 8 punti:

1) reddito minimo garantito
2) stop immediato alla Torino - Lione
3) Possibilità dell’8 per mille alla ricerca medico-scientifica
4) Risorse finanziarie dello Stato erogate solo alla scuola pubblica e graduale abolizione dei libri di scuola stampati, e quindi la loro gratuità, con l’accessibilità via Internet in formato digitale
5) Potenziamento dei mezzi pubblici a uso collettivo e dei mezzi pubblici a uso individuale (car sharing) con motori elettrici alimentati da reti
6) Favorire le produzioni locali ma disincentivare le aziende che generano un danno sociale (es.distributori di acqua in bottiglia).
7) Introduzione di un tetto per gli stipendi del management delle aziende quotate in Borsa e delle aziende con partecipazione rilevante o maggioritaria dello Stato
8) Insegnamento della Costituzione ed esame obbligatorio per ogni rappresentante pubblico

Ai parlamentari 5 stelle: Ne discutiamo o mi buttate fuori?
Ai parlamentari pd: siete pronti ad un vero compromesso storico?

Vito Crimi firma qui:

giovedì 28 febbraio 2013

E adesso?



Siamo in un momento di confusione come forse mai era avvenuto prima, i riferimenti politici e istituzionali che, nel bene o nel male, erano punti fermi cui rivolgersi o da cui prendere le distanze, sono praticamente dissolti.
Le formazioni politiche esistenti o pseudo-esistenti si sono rivelate essere o inadatte per costituzione e competenza o addirittura dannose, asservite a prospettive ed interessi che nulla hanno a che fare con le necessità della popolazione; inoltre lo strumento stesso della democrazia per delega (comunque utilizzato anche dai "nuovi politici",  sebbene ci si riempia la bocca di "democrazia partecipata") continua a palesare i propri limiti. Peraltro la democrazia diretta sembra utopica in realtà grandi come l'Italia ( e comunque ricordo che uno dei primi voti popolari di cui si ha memoria scritta condannò a morte Cristo, quindi qualche dubbio sull'istituto in generale mi rimane). 
L'alternativa al voto come espressione unica delle proprie opinioni, lo si é ripetuto negli ultimi mesi, é l'attivismo, la politica quotidiana. Senza dubbio su singoli punti, e particolarmente nel locale, questa strada dá risultati e, in prospettiva, crea legami e sinergie.
Se però la questione che affrontiamo é il futuro politico,  siamo di fronte ad una scelta cogente: o si riesce a convergere  su un progetto politico, o (e dirlo fa passare forse per esaltati, ma é la logica conseguenza del tentar di cambiare la politica senza utilizzare i canali rappresentativi) si pensa alla rivoluzione.
I cambiamenti (e quelli che occorrono ora sono di enorme entitá) o li si fa fare alla politica inquadrata nelle istituzioni, oppure i cittadini per farli debbono giocoforza mettere in atto una vera e propria rivoluzione, e intendo la rivoluzione vera, di piazza, con scontri, feriti e morti.
Da qui il dubbio, mio ma non solo: dato per scontato che l'impegno quotidiano e l'attivismo sono comunque fondamentali e vanno portati avanti, ha più senso rifiutare la politica istituzionale e continuare a lavorare su lotte e sinergie fra lotte, restando ben coscienti che difficilmente arriveranno ad incidere in profondità il sistema - salvo pensare che un giorno il popolo userà i tablet come forconi e rovescerà con la forza il sistema, magari con in tasca ancora la tessera del pdl o del pd-, oppure é meglio, per l'ennesima volta, cercare di aiutare la nascita di una realtà politica istituzionale realmente di sinistra? Questa seconda ipotesi mi fa ridere mentre la scrivo: SEL, Alba, SPN, Rivoluzione Civile sono solo gli ultimi aborti in materia; tuttavia io non trovo una terza via che non sia la fuga o la resa. 
Mi rendo conto che entrambe le possibilità paiono tendenzialmente impraticabili e fallimentari, ma comunque non posso accettare la resa, e se un giorno dovrò trovarmi a far campagna elettorale per qualcuno, oppure in una piazza a farmi pestare dalla polizia, voglio che il mio essere lí sia un qualcosa che deriva da scelte e percorsi pensati e decisi in modo cosciente, non perché lì ci si é finiti per caso. 

giovedì 25 ottobre 2012

Del voto e della democrazia

Ho sempre sostenuto che chi non vota é complice di chi vince le elezioni; tecnicamente é ancora vero, in modo incontestabile.
Credo però che oggi sia necessario non votare. Ciò significa che siamo davanti ad  una sconfitta della democrazia rappresentativa, e tuttavia sono convinto che sia necessario ufficializzare tale sconfitta non presentandosi alle urne.
Per almeno 3 motivi, di natura diversa e tutti cogenti:

1) Votare il "meno peggio" é una brutta cosa che tuttavia si é spesso fatta, perché il nostro panorama politico ci ha proposto dei figuri tali che l'alternativa, per quanto spesso poco allettante, appariva comunque di gran lunga migliore. E io sono convinto che dire "sono tutti uguali" sia un'idiozia, pure pericolosa, che spinge a livellare tutto il panorama politico sul punto più basso. Con buona pace di Grillini e compagnia, Vendola non é come Alfano, come Ferrero non é come Maroni.  Il problema attuale é però che non esistono possibilità di scelta non dico ottimali ma perlomeno percorribili: o si vota qualcuno che continuerà a percorrere il solco Monti-bce, o si disperde il voto, perché le forze "non allineate", da rifondazione ad Alba, non sono state in grado di strutturarsi in maniera credibile e spesso non hanno avuto il coraggio di rompere con dei meccanismi che oggi non funzionano più. Sono vecchie e spesso cieche, perché non han capito che la dialettica tra le parti oggi é solo una bufala con cui i poteri reali (banche e multinazionali) contengono le spinte che vorrebbero rovesciarle; paradossalmente i riferimenti della sinistra "radicale" sono diventati strumenti atti a contenere e sedare il malcontento popolare, perché con le tre frasi magiche"trovare un punto d'accordo", "no alla violenza", "bisogna restare in europa" castrano e tradiscono le istanze reali che dovrebbero sostenere. E questo vale per i partiti come per i sindacati (é scandaloso cosa la cgil ha accettato negli ultimi anni senza neanche 5 minuti di sciopero).

2) Il voto di protesta, alternativa da molti accarezzata e da almeno uno molto sponsorizzata, é secondo me deleterio. "Siccome chi fa politica non é pulito, votiamo gente che non sappiamo se é pulita ma di sicuro é inesperta e molto probabilmente arrivista" mi pare una posizione insensata, anche perché la scelta di Grillo é stata quella di creare un partito-franchising non democratico e ideologicamente sterile che é in grado di attirare solo voti "contro"  e non "per" qualcosa. Parimenti anche altre iniziative "antipolitica" tendono a concretizzarsi solo in rifiuto dell'attuale senza avere prospettive alternative. Alba é forse un'eccezione, ma allo stato attuale mi pare sconti un pesante dirigismo e un formalismo che la rendono molto poco incisiva.

3) Accettare che il voto sia IL momento della democrazia significa perdere. "Voti, cosí scegli chi governa (o meglio, credi di scegliere, ché alla fine le scelte le facciamo noi) e poi non rompi più i coglioni" é il meccanismo con cui si é uccisa la democrazia reale. Sovvertiamolo : "Noi non diamo né a te né a nessun altro una delega in bianco, che legittimi in qualche modo le peggio azioni decise in una villa in Baviera, ma saremo in piazza ogni volta che vengono offesi i diritti della popolazione, saremo nel cantiere TAV ad impedire quello scempio, saremo davanti alle case occupate a proteggere le famiglie che volete mettere in strada, saremo nei CIE a fermare i vostri manganelli, saremo davanti alle banche che continuate a pascere affamando la gente, saremo nei vostri locali di lusso dovete spendete i  nostri soldi, saremo a fianco di tutti quelli che state umiliando, arrestando, uccidendo." Così forse potremo fermare il peggio, e poi trovare qualcuno che davvero ci rappresenti

venerdì 30 marzo 2012

Aldo dice 11x1

"Aldo dice 26 x 1" era il messaggio in codice che portò agli ultimi momenti della liberazione del 45 in piemonte. Oggi c'è un altro richiamo, quello a difendere ancora una volta la valle di susa.  Mi piace accostarlo alla lotta del CLN perchè, nonostante il presidente dell'ANPI, esiste una continuità tra No Tav e partigiani: si tratta di difendere diritti e territori. Il 27 febbraio, giorno della caduta di Luca Abbà dal traliccio, non si sono limitati a mettere a repentaglio la vita di uno di noi, hanno occupato abusivamente un altro pezzo di terra, l’hanno cintata con reti, new jersey, filo spinato. Il prossimo mercoledì 11 aprile vogliono rendere quest’occupazione legale - ad oggi non lo è in quanto non sono stati notificati gli espropri temporanei, alla faccia della legalità. Per quel giorno sono stati convocati i proprietari per la procedura di occupazione “temporanea” dei terreni. Da quel giorno le ditte potranno cominciare davvero i lavori.  Noi saremo lì a protestare e opporci a questo nuovo scempio, a viso scoperto e disarmati, non violenti ma molto determinati. La solidarietà che la popoloazione italiana ci ha dimostrato in tutto il Paese in febbraio, con manifestazioni in molte città, è stata grande. Ora ci serve che sia grandissima, per tutta la settimana. Nel contesto di sfascio sociale ed economico in cui stiamo vivendo può sembrare un aspetto marginale quello della lotta al Tav: non lo è; è difesa della democrazia, del territorio, dei diritti di cittadinanza, dell'ambiente, dell'economia.  Per questo chiediamo a tutti di solidarizzare, nella propria città, in valle, dove può.  Come sempre, e stavolta ancora di più,a sarà düra!

mercoledì 21 marzo 2012

Cosa comporta l'assassinio dell'art.18

Cit.G. Marchetto Potrai venire licenziato se… • Sciopererai; • Sei donna e vuoi fare più di un figlio (ricordiamoci dei licenziamenti in bianco fatti firmare dalle giovani donne); • Ti ammali di una malattia invalidante (inidoneo o malato professionale) e hai ridotto le tue capacità lavorative; • Passi un periodo di vita difficile e non dai il massimo richiesto; • Hai acciacchi ad una certa età che riducono le tue prestazioni (cosa molto probabile con l’allungamento dell’età lavorativa voluta dal Governo Monti-Fornero); • Sei “antipatico” al proprietario o ad un capo; • Chiedi il rispetto delle norme su salute e sicurezza (nei luoghi di lavoro dove non esiste l’art. 18 gli infortuni gravi e i casi mortali sono in genere molti di più); • Rivendichi la dignità di lavoratore, di uomo e donna o straniero che sia; • Sei politicamente scomodo (ricordiamoci dei licenziamenti e dei reparti confino degli anni ’50 e ’60); • Non ci stai con i superiori (specie se donna); • Contesti il ritmo di lavoro; • T’iscrivi ad un sindacato scomodo per l’azienda (su 1.000 lavoratori richiamati dalla FIAT di Pomigliano non uno è iscritto alla FIOM CGIL); • Appoggi una rivendicazione salariale o di miglioramento delle condizioni di lavoro; • Fai ombra al tuo superiore il quale se pensa che sei più bravo di lui e puoi prenderne il posto (a volte questi comandano più del proprietario); • Hai parenti stretti con gravi malattie e hai bisogno di lunghi permessi; • Non accetti sempre di fare gli straordinari; • Non sei più funzionale alle strategie aziendali; • Reagisci male ad un’offesa di un superiore; • Dimostri anche allusivamente una mancanza di stima verso il capo o il proprietario; • Sei mamma ed ha un bimbo che si ammala spesso; • L’Ente/Azienda per cui hai dato una vita di lavoro non ha più bisogno di te;

domenica 18 marzo 2012

Il sonno della ragione

2 soldati italiani, accusati di aver ammazzato degli ignari pescatori , sono in carcere di minima sicurezza in India,  hanno i cellulari, mangiano cibo di ristoranti italiani, hanno la possibilità di vestirsi come vogliono, parlare con avvocati e congiunti, e tutta l'Italia è indignata per ciò che debbono subire. (La diatriba sul diritto internazionale non mi interessa, se sono colpevoli paghino, se no che siano assolti) Nel frattempo ieri sono morti di fame e stenti 5 migranti su un gommone e nessuno si indigna. Nel frattempo decine di migliaia di lavoratori in italia sono cassintegrati, e se per caso sono dipendenti fiat con la tessera fiom, non torneranno a lavorare, e nessuno si indigna Nel frattempo ci sono militanti NOTAV accusati di resistenza o poco più che sono in carcere, alcuni in isolamento, da quasi due mesi e nessuno si indigna Nel frattempo il governo sta distruggendo la base dei diritti sociali e di lavoro del nostro Stato, con la condiscendenza di forze"di sinistra" e nessuno si indigna. Quando ci sveglieremo?

sabato 10 marzo 2012

Proposta per una medaglia al valore civile al Movimento No Tav

Apprendiamo dalle parole dell'ing. Virano che il primo progetto TAV era un'assurdità: 20 milioni di euro, danni ambientali ingenti, un tracciato che avrebbe compromesso la vita di migliaia di persone in valsusa. L'ingegnere dice poi che l'attuale progetto (il terzo) è uno spettacolo, costa 12 milioni di euro in meno (mal contati) non crea nessun danno all'ambiente e farà bene alla valle. Tralasciamo questa parte, ché qui non si vuol parlare di fantascienza, e riflettiamo sulla prima. Chi ha fatto cadere i primi due progetti, facendo risparmiare milioni allo Stato e salvando la valle e la sua popolazione da scempi ambientali, economici etc.? Il governo? L'osservatorio? No, loro c'ha sempre raccontato che quei progetti erano perfetti. È stato il movimento No Tav, che ha osteggiato quei progetti senza lasciarsi imbonire da proposte di compensazioni, intimidazioni e campagne mediatiche avverse . Propongo quindi che venga attribuita al movimento una medaglia al valor civile per aver lottato ed essere riuscito ad evitare tale scempio ( e ne proporrò un'altra quando riusciremo a fermare anche l'ultimo progetto). Ringrazio l'ing. Virano per aver, inconsapevolmente, riconosciuto i meriti dei No Tav.